Il viaggio di Nozze in Egitto

Pensi all'EgittoView this image in original resolution: Egitto in controluce e di sicuro immagini la sabbia bianca, il deserto che all'infinito in un mare di dune lento ed ondulato ti trascina in un respiro onirico ed intravedi all'orizzonte le piramidi... grandi, immense, testimonianze di un antico tempo lontanissimo, spesso indecifrabili nel loro significato, spesso inconcepibili nello sforzo umano o sovrumano realizzato e poi sogni una maestosa Sfinge: volto che trasuda chissà quali metafisici eventi occorsi in quegli stessi luoghi più di cinquemila anni fa...

E allora partimmo carichi già di meraviglie ed affamati di sapere e di toccare, di vedere ed assaporare tempi e luoghi in cui uomini e divinità erano vicinissimi e pronti a contemplare, seppur secoli dopo, meraviglie che potessero toglierci il respiro.

Ma così non è stato. Assolutamente.

La nostra immaginazione di percorso, alimentata da parole e immagini come da ogni catalogo turistico di viaggi che si rispetti, si è sbiadita, cancellata e riscritta in negativo in ogni momento che abbiamo trascorso in Egitto da quando l'aereo toccò terra.

L'economia di una nazione che si basa principalmente sul turismo non dovrebbe lasciar spazio a divari tanto colossali tra ceti socialiView this image in original resolution: Contrasti dell'Egitto e permettere al turista di vedere gente per strada raccogliere cibo dal marciapiede mentre nell'albergo in cui risiede gli si cambia la biancheria tre volte al giorno per garantire il suo benessere...

Non si può lasciare che nello zoo cittadino un dromedario muoia dopo una chissà quanto lenta e lunga agonia davanti alla mia telecamera per chissà quale motivo o malattia...

Non si può far visitare le piramidi attanagliati da orde (e non esagero) di persone di ogni età che devono venderti qualcosa o che chiedono mance (10 euro minimo) senza lasciarti il tempo di scattare una fotografia o di rilassarti e assaporare quell'immaginario che più sopra ho già descritto.

L'Egitto è stato un'esperienza amara, di come i pochi governanti (o i molti furbi che approfittano) abbiano realizzato una macchina per generare soldi senza preoccuparsi d'altro che del proprio interesse personale.

Per la prima volta nella mia vita, mentre ero là, ho desiderato che finisse al più presto una vacanza...

L'Egitto va visto in fotografia. E' abbastanza. Dopo alcuni momenti di grande meraviglia, ho capito che l'unico modo che avrei avuto per godermi il viaggio sarebbe stato quello di scattare foto per me stesso e di rivederle dopo che un pò di tempo avesse cancellato l'odore ed il sapore in bocca di quando un luogo lo vedi di persona.

Ma ad oggi, così ancora non è. E per tutto quel dolore non ero preparato.

Dai depliant dei tour operator non si capisce che l'Egitto è un paese poverissimo e che tutto quello che si visita ha l'aspetto di un immenso parco a tema. Nessuna sensazione di tempi lontani ed antichissimi al cospetto della sfinge, nessuna emozione di culture enormemente diverse dalle nostre, nessuna immaginazione saziata dalla realtà... Realtà che anzi lasciava risuonare nella testa e dentro al cuore una sola, disarmante, tristissima coscienza: ma che ci facciamo qui? ...in viaggio di Nozze, per giunta...

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